2019-nCoV Wuhan coronavirus o Influenza Cinese

Casi globali di Wuhan Coronavirus (2019-nCoV) al 28 Gennaio 2020 (cliccando sul link potete vedere i dati aggiornati in tempo reale)

Sono sull’aereo per andare in viaggio di lavoro a Londra, almeno un 10% di persone con la mascherina… mi ricordo allora del caso del momento, del nuovo virus influenzale che arriva dalla Cina.

Poiché però studiare è bene, ma è meglio farlo apprendendo da qualcuno che ne sa, per una volta partirò da un sito italiano al 100%, che quindi consiglio a tutti di andarsi a leggere: medicalfacts.it di Roberto Burioni.

Ovviamente non si parla solo del famigerato 2019-nCoV ma in questi giorni il sito si concentra – comprensibilmente – su questo.

Ma allora perchè scrivo e non vi lascio in pace a leggere il sito del prof. Burioni? Perché vorrei dare una lettura leggermente più “genetica” e meno “sociale” della questione.

Trovo molto interessante che in meno di un mese siano stati sequenziati (e pubblicati) svariati “esemplari” di questo virus, raccolti in varie parti del globo, principalmente dalla Cina (come ovvio) e dagli Stati Uniti (che corrono a pubblicare più in fretta e in maggiore quantità per far vedere che sono ancora i padroni del mondo e del biotech).

Ma a parte la corsa “a chi fa prima” il fatto di avere sequenziato e pubblicato il genoma porta inevitabilmente a due aspetti molto interessanti:

  • Sono già disponibili test in real time che permettono di fare diagnosi del virus. Volendo il test può essere messo a punto in qualsiasi laboratorio nel giro di qualche giorno (e ottenendo risultati nel giro di qualche ora);
  • Molte aziende stanno lavorando ad un potenziale vaccino che sarà di nuova generazione, quindi non basato su “pezzi” di virus disattivati (come di norma avviene, ovviamente semplificando molto), ma basato su “pezzi” di virus prodotti a partire semplicemente dal suo genoma

Ed è interessante che tra le altre vi sia anche Takis, una azienda vicina a Castel Romano (dove notoriamente c’è un outlet ed è pieno di cinesi che vanno a far compere), che si occupa di vaccini. Li ho conosciuti qualche anno fa quando si occupavano di vaccini anti-tumorali per animali (chissà che non faranno un vaccino per i serpenti), ma è chiaro che in questo momento si possa aver annusato un business che porta anche una discreta ribalta mediatica.

Intervistato dall’ANSA, Luigi Aurisicchio (AD di Takis) racconta che stanno lavorando al vaccino contro il nuovo coronavirus senza avere un “esemplare” di virus: non è infatti più necessario, come un tempo, avere fisicamente a disposizione il virus: basta conoscerne il materiale genetico.

Ma si sa (ce lo dicono tutti i giorni), i virus cambiano e mutano velocemente… e ho fatto un rapido confronto usando #Blast (cosa che non facevo dagli anni dell’università, ma ormai è facilissimo e potenzialmente alla portata di chiunque) confrontando gli ultimi 9 “esemplari” sequenziati completante, rispetto al primo sequenziato in Cina (evidenziato in giallo).

C’è solo qualche base di differenza, che però potrebbe portare a qualche amminoacido di differenza e – potenzialmente – anche ad una struttura tridimensionale delle proteine diversa… e quindi a non far funzionare i vaccini (anche qui semplifico enormemente, ma la sostanza è questa).

Si dirà, ma la differenza è limitata: oltre il 99% della sequenza è conservata… ma considerate che l’uomo e lo scimpanzé condividono il 98,5% del genoma!

Albero evoluzionistico creato utilizzando Blast e confrontando il primo ceppo sequenziato e i successivi primi 9 disponibili al 29/1/2020

Usciamo però dall’aspetto genetico e terminiamo concentrandoci sull’aspetto epidemiologico… e più nella sostanza: ci dobbiamo preoccupare? Secondo me no.

I morti al 30/01 sono 170/7783 = 2,1% (e quasi la totalità in Cina). Questa è una percentuale che – a seconda dei paesi presi a riferimento – non si discosta particolarmente da quella dell’influenza “normale” (poi qui si potrebbe aprire una lunghissima parentesi, ma se siete curiosi leggete le fonti che cito più avanti) che però colpisce centinaia di milioni di persone ad ogni stagione.

Infatti, se ci domandassimo quante persone muoiono di infuenza “normale” ogni anno scopriremmo alcune cose interessanti.

Per le stime ho cercato di confrontare dati da 3 siti web:

Nel mondo sono colpite tra il 5 e il 15% della popolazione adulta e circa il 20% della popolazione pediatrica. La mortalità è abbastanza variabile, ma stimata tra 290.000 e 650.000 morti dovute a complicazioni respiratorie (ovviamente qui appare chiaro che in base ai paesi cambia la definizione di “morte respiratoria” e cambia anche la probabilità che i pazienti siano seguiti in ospedale o meno).

Ma nei cosiddetti paesi industrializzati?

Negli Stati Uniti nell’ultima stagione (2019/2020) sono stati colpiti circa 15M di persone e sono morte 8.200 (leggete bene, ottomiladuecento).

In Italia nello stesso periodo sono stati colpite circa 3,4M di persone (percentuale altina – vicino al 18% della popolazione – ma si parla di “sindrome simil-influenzale”, quindi non viene fatta analisi di laboratorio, anzi viene detto che in molti casi non si va neanche dal medico…). Ma quale è la mortalità?

Non ho trovato informazioni storiche sul numero di morti, ma sul sito ISS – Epicentro (che dovrebbe essere il riferimento Italiano) ci si “rallegra” del fatto che siano morte in media solo 240 persone al giorno (si hanno scritto al giorno…) rispetto alla media attesa di 258. Il che a me sembra un attimo esagerato, forse – e dico forse – devono rivedere meglio quel che hanno scritto… Perché 240 persone al giorno per – diciamo per rimanere conservativi 3 mesi (90 giorni) di stagione influenzale – farebbe oltre 21.000 morti che sarebbero quasi 3 volte quelli degli Stati Uniti… il che è decisamente improbabile visto che la popolazione Italiana è meno di 1/5 di quella degli Stati Uniti. Metto il print-screen del sito Epicentro a cura di ISS (ma indicano come fonte FluNews-Italia) al 29/01/2020 per “trasparenza”.

Per cui, mettetevi pure la mascherina… lavatevi le mani e – se vivete in Italia – fatevi anche il segno della croce: l’influenza può essere molto pericolosa, anche se non viene dalla Cina e non ha un nome esoterico come #2019-nCoV.

PS Epicentro continua a perseverare con l’errore sulla mortalità anche sulla terza settimana scrivendo: durante la 3a settimana del 2020 la mortalità è stata inferiore al dato atteso, con una media giornaliera di 228 decessi rispetto ai 250 attesi mentre il ministro della sanità Italiano dice alla Camera che sebbene non sia così pericoloso (è un virus influenzale) lo trattiamo come se fosse il colera o la peste… poche parole che lasciano interdetti le persone addette ai lavori e confuse e preoccupate (ove non terrorizzate) le altre, gravi per uno che dovrebbe sapere comunicare…

Bibliografia:

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