HIV resistant children, made in China

La notizia è della fine del 2018, ma mi sono preso qualche tempo per approfondire e per appurare che non fosse una delle varie “false notizie” che circolano.

Il 25 novembre infatti sul MIT Technology Review è uscita una notizia esclusiva: scienziati Cinesi hanno creato (e stanno creando) bambini geneticamente modificati. Sono nate due gemelle “immuni” all’HIV nonostante avessero un padre affetto da AIDS.

Il gruppo di “pionieri” è guidato dal trentacinquenne He Jiankui che studia da anni come utilizzare la tecnologia CRISPR per prevenire malattie nei neonati.

La tecnologia denominata CRISPR è molto recente – la prima pubblicazione su Science(1) è del 2012 –  e non si conoscono appieno i possibili “effetti avversi”.

Nel caso specifico sarebbero state modificate le cellule durante una fecondazione in vitro, “inserendo” una mutazione in omozigosi sul gene CCR5 che è presente in natura – in percentuale diversa a seconda delle popolazioni (2) – e che conferisce immunità o almeno una forte resistenza al virus HIV.

C’è chi si scandalizza o si preoccupa rispetto ai possibili effetti avversi, chi invece risponde che l’obiettivo è etico: combattere e forse sconfiggere l’HIV.

Il punto è ad oggi esistono consolidate tecniche per evitare che nascano bimbi affetti da HIV anche da coppie coppie malate. Nel caso sia malato solo il padre, sostanzialmente si elimina la parte virale eventualmente presente nel liquido seminale centrifugandolo e separando gli spermatozoi.

Quindi formalmente si è proceduto ad un “miglioramento genetico” senza una oggettiva necessità. Anzi, si è andato a modificare (volendo essere precisi dovremmo dire “danneggiare” il DNA di embrioni probabilmente sani).

La tanto temuta “Eugenetica”.

Ed è qui che la questione diventa davvero spinosa: il nostro amico si è nascosto dietro all’etica per perseguire obiettivo di visibilità personale (bene o male purché se ne parli) e probabilmente interessi economici, essendo anche fondatore di una azienda che produce sistemi di sequenziamento di nuova generazione, chiamata Direct Genomics.

Andando ad approfondire è probabile che il tipo abbia in effetti bisogno di visibilità e/o investitori, visto che le informazioni circa l’evoluzione della tecnologia sul sito web (almeno nella versione in inglese) e le pubblicazioni si fermano al 2017.

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Le notizie circa la storia dell’azienda e della sua tecnologia si fermano a luglio 2017

In effetticon la tecnologia CRISPR sarebbe possibile combattere molte malattie, dalla distrofia muscolare, alla fibrosi cistica, passando per forme di cecità congenita, fino all’HIV. Una lista con breve spiegazione di alcune possibili applicazioni si trova qui.

La comunità scientifica – sebbene sia entusiasta rispetto alla tecnologia (lo dimostra la crescita esponenziale degli articoli anno su anno) – è molto scettica rispetto all’utilizzo in clinica, su embrioni umani.

Per maggiori dettagli circa il “vantaggio competitivo” di usare CRISPR rispetto ad altre tecnologie utilizzabili per il “gene editing” rimando a questa pagina, da cui ho tratto anche le prossime due immagini.

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Crescita esponenziale delle pubblicazioni che nominano CRISPR, mentre le altre tecnologie di gene editing restano al palo
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CRISPR è marketing: decine di pubblicazioni riferite ad alcune specifiche malattie sono molto citate rispetto ad altre nello stesso settore che non utilizzano CRISPR

Nel 2015, immediatamente dopo la pubblicazione del primo lavoro in cui veniva applicato il gene editing ad un embrione umano in vitro (3) le accademie delle scienze degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Cina hanno organizzato il “First International Summit on Human Gene Editing”.

Il comitato organizzatore riconobbe l’imminente applicazione clinica del “gene editing” nei tessuti somatici (le modifiche non sarebbero trasmesse alla prole) per curare le malattie e approvò ulteriori ricerche sull’educazione del genoma negli embrioni umani per comprendere meglio il primo sviluppo umano e appurare la fedeltà e l’accuratezza delle modifiche al fine di scongiurare malattie genetiche nei (futuri) bambini.

Il comitato affermò con forza che qualsiasi uso clinico del gene editing sarebbe stato prematuro e irresponsabile e chiese uno sforzo da parte di gruppi internazionali per promuovere un approccio scientifico ed etico uniforme e definire – nel caso fosse stato necessario – quali applicazioni cliniche sarebbero potute essere ammissibili.

In generale si paventano due tipi di rischi:

  • Il rischio “tecnico” è che oltre alle mutazioni disegnate (formalmente per ridurre fortemente il rischio di contrarre HIV), siano state inserite per errore (insito nella tecnologia) di altre mutazioni non note. Le pubblicazioni sui cosiddetti “off target” sono molteplici, e su riviste di primaria importanza;
  • Il rischio “bioetico” è appunto se sia giusto, corretto, etico modificare geneticamente degli esseri umani, soprattutto se non sono malati e se vengono modificati al livello germinale, quindi con la pressoche totale certezza che le modifiche effettuate saranno trasmesse alle successive generazioni.

Il “Second International Summit on Human Gene Editing” organizzato tre anni dopo è stato monopolizzato dall’annuncio della nascita di due bambine modificate al livello germinale (le modifiche saranno trasmesse all’eventuale prole).

Il comitato scientifico ha definito il report di He Jiankui come “profondamente sconvolgente, irresponsabile e non conforme alle norme intenazionali” e ha sottolineato come anche tecnicamente – nonostante gli enormi progressi ottenuti in soli 3 anni per il miglioramento delle performance e la riduzione degli “off targets” – CRISPR (e le sue declinazioni) sia troppo pericolosa perché si possa utilizzare in studi che coinvolgono mutazioni germinali.

E’ valso il “principio di precauzione” perché non è possibile essere completamente sicuri che si sia agito solo sui target desiderati, e quindi non è possibile escludere rischi futuri al singolo individuo e alla prole.

Per inciso io sono sono spesso critico quando il suddetto principio è esasperato e porta all’immobilismo – situazione tipica Italiana e in generale Europea – ma qui mi pare un approccio corretto.

D’altro canto ci sono decine di biotech che stanno sviluppando approcci terapeutici basati su CRISPR (con modifiche somatiche) ed è auspicabile che questa “saga” non rallenti – o peggio ancora blocchi – i trials di terapia genica che stanno partendo.

Per chi volesse approfondire consiglio di leggere “After the Storm — A Responsible Path for Genome Editing“, un denso articolo di sole 3 pagine pubblicato solo 10 giorni fa sul New England.


  1. Jinek M, Chylinski K, Fonfara I, Hauer M, Doudna JA, Charpentier E. A program- mable dual-RNA-guided DNA endonuclease in adaptive bacterial immunity. Science 2012;337:816-21.
  2. Novembre J, Galvani AP, Slatkin M (2005) The geographic spread of the CCR5 D32 HIV-resistance allele. PLoS Biol 3(11): e339
  3. Liang P, Xu Y, Zhang X, et al. CRISPR/ Cas9-mediated gene editing in human tri- pronuclear zygotes. Protein Cell 2015;6:363- 72.

Un pensiero riguardo “HIV resistant children, made in China

  1. Ciao Davide, timing perfetto per questo articolo visto che anche in Italia l’editing genetico sta facendo notizia con la terapia CART-based sviluppata al San Raffaele/TIGET contro la beta-talassemia. Qui siamo sul campo del somatico e,come hai ben descritto, l’etica non entra a far parte del dibattito. Mi chiedo però quanto l’etica possa e potrà influenzare l’avanzamento scientifico. Era eticamente giusto produrre il golden rice,riso OGM ricco di vitamina A contro la cecità in Africa,ma i produttori mondiali di riso hanno visto i loro guadagni potenzialmente intaccati e addio Golden Rice. Per CRISPR però,come da te più volte sottolineato, il mio forte dubbio sono gli offre targets non controllabili che potenzialmente potrebbero creare oncogeni e quindi risolvi da una parte e crei un problema dall’altra. A livello germinale non siamo sicuramente ancora pronti, sarà interessante ora il “follow up” di queste bambine,ma sono sicura che (speriamo di no ma who knows) se si ammaleranno di qualcosa nella loro vita sarà colpa di CRISPR (a detta dei tuttologi scienziati che spopolano). Qualche anno fa ho letto questo libro che ti consiglio,circa l’argomento:”E l’uomo creò l’uomo” di Anna Meldolesi (Bollati Boringhieri).
    Al prossimo articolo 🙂

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